Ecopass: "ecoballa" alla milanese.

. sabato 19 gennaio 2008
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Ecologia, ambiente, sostenibilità ambientale.
Queste solo alcune delle parole delle quali si riempiono la bocca amministratori che, capita quella che loro stessi considerano niente di più che una moda passeggera, l'ecologia, cercano di sfruttarla a loro vantaggio proclamando come ecologiche iniziative che di ecologico non hanno proprio nulla.

E' così che nascono le ecoballe napoletane che sono solo putridi cumoli di rifiuti che aspettano di essere inceneriti e diventare diossina o che semplicemente marciranno per anni in discariche non a norma inquinando il terreno e le falde acquifere.

E' così che nasce L'"Ecopass" della Moratti. Iniziativa a mio parere in linea di principio condivisibile ma che, così come fatta, non è altro che l'ennesimo prelievo dalle tasche di chi produce e lavora senza dare nulla in cambio. Di ecologia poi, tranne l'"eco" nel nome, non vi è neanche l'ombra. Ecco le eloquenti parole di Massimo Todisco del'Osservatorio di Milano che ha presentato i dati raccolti dopo tre settimane dall'introduzione del provvedimento:
"L'unico effetto rimane quello di rastrellare denaro dalle tasche di studenti, pensionati, lavoratori stranieri e famiglie monoreddito. L'aumento e il decremento dei livelli di PM10 nell'area monitorata rimane pressoché omogeneo e la riduzione del traffico nella zona chiusa, pari allo 0,4 % della superficie provinciale, viene vanificato nel perimetro esterno all'era tassata" (Corriere Milano 19/01/08)

Ma veniamo alla situazione degli operesi che si recano ogni giorno nel capolougo, la maggioranza dei lavoratori, per produrre e non per divertirsi. Se nei primi giorni vi era stata una netta diminuzione del traffico, e della coda trappola compresa fra Opera e Milano, questa si è rivelata solo un effetto dei temporanei disfuzionamenti dell'attivazione degli "ecopass" e non di un reale cambiamento delle abitudini dei pendolari. La riprova di ciò è che adesso, a tre settimane dall'inizio dell'ecopresaperifondelli, la coda è tornata quella di prima, di mezzi in più non se ne vedono (e comunque sono anch'essi in coda), l'allargamento della Ripamonti con preferenziale sbandierato a destra e sinistra è ancora fantascienza.
Unica differenza tangibile? Molti soldi in meno in tasca per la sola "colpa" di abitare in un paese, ricordiamo della prima cintura milanese, nel quale per andare a lavorare si paga sotto tutti punti di vista.

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