Uno scontro frontale ci ha portato via, e sopratutto ha portato via alla famiglia alla quale vanno le più sentite condoglianze, un nostro giovane concittadino.
Chiunque conoscesse Roberto, sia bene sia di vista, sa quanto questo ragazzo fosse buono, tranquillo e attaccato alla famiglia e al lavoro.
Da queste parti ci piace ricordarlo così, con la sua calma propria dei buoni e il suo sorriso sulla bocca.
E siamo sicuri che ora sta portando a spasso il suo Morgan nei prati del Signore.
Ciao Roberto.
Ciao Roberto
Etichette: SocietàUn progetto comunale contro la crisi
Etichette: Società, SprechiLa Crisi è anche qui. Anche nella nostra cittadina la quale economia si basa prevalentemente sulla piccola media impresa presente nelle tre zone industriali del paese.
Basta chiedere in giro a chi lavora in quelle fabbriche per capire come la situazione sia pesante e il futuro poco roseo.
Certo un'amministrazione comunale non potrà vincere da sola la battaglia della crisi globale che inevitabilmente sta investendo anche il nostro territorio.
Quello che si può e che si deve fare è avere un piano e un progetto sociale ed economico per limitare la crisi e per uscire con un comune all'avanguardia.
Quella che va cambiata è la mentalità con la quale si amministra. Anzi, non bisogna più parlare di amministrazione ma di cambiamento e creazione di valore. Se il valore non può più arrivare dallo Stato centrale ci sarà ben poco da amministrare.
Non sto certo parlando di una folle autarchia comunale ma di fare tutto il possibile nel piccolo di un comune. Ecco alcuni esempi di proposte che sono già state attuate in altri comuni:
- Installazione di impianti fotovoltaici su tutti gli edifici comunali per alimentarli quando possibile e per immettere energia nella retedel gestore quando prodotta in eccesso
- Uso di alimentari il più possibile acquistati da produttori agricoli operesi nelle scuole comunali.
- Internet veloce e gratis per tutti o almeno per tutte le attività commerciali e industriali.
- Finanziamenti e/o sgravi alle nuove imprese aperte da giovani
- Finanziamenti e/o sgravi fiscali a tutte le imprese che investono in teconlogie "verdi" o d'avanguardia e in misura minore a quelle già presenti che installano impianti fotovoltaici e riduconoi consumi energetici
- Pretesa in ogni maniera possibile dell'allargamento della via Ripamonti e di un collegamento rotabile con il Comune di Milano (fa risparmiare gli operesi sulla mobilità e riduce l'inquinamento)
- Organizzazione di un banco alimentare e di altri beni fondamentali nel quale i cittadini più fortunati donano a quelli rimasti senza lavoro (il Comune può anche contribuire)
- Organizzazione di gruppi d'acquisto comunali di beni agricoli e alimentari prodotti dalle aziende del territorio
Dieci centimetri di neve e il paese ti va in tilt
Etichette: viabilitàDal titolo si può evincere perfettamente quanto successo stamattina ad Opera a causa di una più che annunciata nevicata.
Dalle 7.30 fino a quasi le 10 mattina centinaia di vetture sono rimaste bloccate in viale Berlinguer e nelle vie adiacenti. Sebbene l'Amministrazione non sia certamente in grado di cambiare le condizioni metereologiche a mio parere ci si poteva senza dubbio organizzare meglio.
Questa poteva essere un'occasione per dimostrare l'effettiva utilità del nutrito numero di agenti in organico alla Polizia Locale operese.
Non penso che occora essere un esperto di viabilità per accorgersi che essendoci a Opera tre semafori sulla via principale e un unico cavalcavia per accedere alla statale in direzione Milano era il caso di impiegare almeno un agente per semaforo per regolare e far fluire il traffico che sembrava essere impazzito.
In oltre un ora di calvario, nel centro del paese e sull'unica strada percorsa dai pendolari verso Milano, avvistati solo due vigili a piedi che si dirigevano separatamente verso destinazioni ignote apparentemente non occupandosi dell'ingorgo.
Occasione decisamente fallita.
Una volta usciti dall'abitato e immessi sulla statale il traffico non era certamente fluido ma almeno scorreva. Arrivati a Milano città sembrava poi di essere su un altro pianeta: poco traffico e strade praticamente sgombere dalla neve.
Questa mattinata di black out operese è stata frutto della disorganizzazione sopra citata ma anche e soprattutto della totale mancanza di collegamenti alternativi all'auto a Milano.
Se già è sempre penalizzante abitare in uno dei pochi (forse il solo) paesi della prima cintura milanese senza tram, treno, metropolitana o una dannata corsia preferenziale per gli autobus, quando le condizioni meteo diventano avverse il deficit infrastrutturale diventa ancor più insostenibile.
E più passa il tempo e più la situazione si fa drammatica e le promesse della politica ripetute da decenni (allargamento Ripamonti, tram 24, ecc.) palesemente disattese.
Inquinamento, stress, ritardi al lavoro, spese alte per sostenere l'obbligato trasporto privato e troppo tempo sprecato in auto: quanto durerà ancora la pazienza dei vessati cittadini operesi?
OPERA CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE
Etichette: ambienteda http://www.milanoweb.com
Prevista una conferenza con i sindaci dei comuni del Sud Milano
Torna prepotentemente di attualità la questione del “termovalorizzatore” nel Sud Milano, dopo la dura presa di posizione del Sindaco di Pieve Emanuele Rocco Pinto, ecco il turno del Sindaco di Opera Ettore Fusco che ha deciso di promuovere un tavolo di lavoro composto dai sindaci dei comuni del Sud Milano e dalla Regione Lombardia.
Penati, Presidente della Provincia, ha deciso di sottostare al diktat regionale secondo cui non è possibile porre un veto alla creazione del termovalorizzatore nel sud Milano ed ha già gettato la spugna dicendosi disponibile a valutare anche questa soluzione nonostante il piano appena approvato prevedesse proprio il contrario.
“A questo punto - sottolinea il Sindaco di Opera Ettore Fusco - alla luce di quanto dichiarato remissivamente da Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano sotto minaccia di commissariamento per non avere saputo gestire il piano rifiuti, devono mobilitarsi i Comuni del sud Milano con cui Regione, Provincia e Comune di Milano devono fare i conti se decidono arbitrariamente di costruire all’interno del parco agricolo il nuovo termovalorizzatore”.
Il Parco Agricolo sud Milano non è solo un polmone verde ma rappresenta anche la spina dorsale dell’economia delle nostre aree. Un'economia che subirebbe un forte contraccolpo se accanto alle cascine ed aziende agricole dovesse sorgere un inceneritore. Sarebbe la fine per decine di allevatori, produttori di latte ed agricoltori che hanno fatto del loro lavoro una cultura di vita più sana e naturale per tutti coloro che abitano queste terre. Senza agricoltori morirebbe il Parco Agricolo e l’intero Sud Milano cadrebbe nelle mani dei costruttori, pronti a speculare, devastando l’importanza storica e culturale, oltre la bellezza e qualità della vita, della campagna padana.
Opera non ci sta e convoca immediatamente i sindaci del Sud Milano con cui condividere una comune protesta e la proposta di istituire un tavolo istituzionale a cui fare sedere gli enti locali interessati e la Regione Lombardia. Prima che la Regione produca una valutazione d’impatto ambientale i Sindaci vorrebbero essere coinvolti e poter discutere le loro ragioni con chi potrebbe rovinare l’economia, oltre che la salute, di centinaia di migliaia di cittadini provocando la chiusura di un’abbondante quantità di piccole e medie aziende agricole che vivono della propria terra ed arricchiscono la provincia di Milano economicamente e culturalmente.
Il Sindaco di Opera, convocherà urgentemente i sindaci di Rozzano, Assago, Basiglio, Pieve Emanuele, Locate Triulzi, San Giuliano Milanese e San Donato Milanese al fine di valutare la strada da seguire per fare valere le ragioni del Sud Milano nei confronti della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Milano.




